Tempi nuovi

marzo 22, 2010

Carissimi!

Da molto tempo, oramai, su questo blog non si scriveva ma oggi un nuovo articolo prende forma per voi. Siamo a marzo, un mese interessante per numerosi fattori che in qualche  modo chude l’anno scolastico.  Quanti eventi in questo 3C , così bersagliato dagli altri, così “carnavalesco” ma capace, lo dico per smentire finiti miti, capace anche di essere una classe assestante a sè. E’vero, le note fioccano in maniera incredibile ma è anche vero che vi è un curioso metodo  in cui si predilige lo strumento della nota come se questi fosse arma pontenissima. Non voglio criticare alcuno dico solo che c’è un curiosissimo metodo di criticare. Questo 3C che ora, ecco a breve, va in gita: questa parola suona per le orecchie di qualcuno come una specie di inno di lode per altri è suono malinconico: ci avventuriamo, perchè è proprio una avventura, in una terra che da summa oggi si  ritorva dimenticata dai potenti, realtà ricca di problemi ma anche madre di cultura. Policoro 2010, ecco, è arrivato:  quattro giorni che so che saranno ricchi di eventi.   Per quanto riguarda certe pubblicità a nostro danno, io dirò poco: almeno noi siamo una classe che, pur nel negativo, è vivo.

Fama volant”, Sia l’almo detto latino a chiudere l’articolo di oggi augrandovi ogni bene…

Mentre la penna…

gennaio 23, 2010

Carissimi!

La penna ritorna a scrivere con grande effusione di cuore su questo blog che vuole essere,  seppure nella sua precarietà, un tesoro di pensieri. E’da tanto che nessuna mano osava scrivere su di esso ma oggi questo mito si sfata. L’articolo che piace aggiungere riguarda l’unità e la cooperazione cose cui l’anima di chi vi scrive tiene moltissimo. Questi due termini sono legati da una profonda e mistica intesa che le fa assurgere a pilastri dell’edificio del corpo chiamato vita. Putroppo si riconosce che in taluni ambienti esse non vivono in letizia anzi vengono abbandonate per l’esaltazione della cattiveria e del disprezzo legato a precise logiche di pensiero le quali sono estremamente false. Cosa fare? La posta in gioco è alta: si rischia di essere sottomesi dalla precarietà dell’esistenza e non di volare come aquile verso cieli nuovi e orizzonti di primavera rivestiti. Ecco l’unità e la cooperazione sono dei valori che servono, i quali donano solenne pace all’animo che li invoca. Aprite, o voi uomini di questa terra, “corda vestra ad felictatem” per essere chiamati di nuovo fratelli. Pace e letizia con giustizia e cooperazione, con amore regnino sovrane!

Bilancio d’anno.

dicembre 30, 2009

Carissimi!

Fissiamo i nostri sguardi sul quadrante del tempo che vola e già ci ha portati  alla fine del 2009 e  ci fa spiccare , inoltre , il volo verso l’anno che viene 2010. Ecco noi vogliamo fare gli auguri di buon anno a tutti esprimendo anche i voti di pace e di gioia che sono parte integrante dell’augurio del nuovo anno.  Pare, altresì, ben gradito fare un bilancio: un anno curioso, questo 2009,  che ci ha portato sia lutti che dolori: come non dimenticare l’onda di gente per i funerali di Francesco lo scorso febbraio?  I dolori è vero sono stati presenti in maniera forte ma anche i momenti di gioia ci sono stati su questo nostro mondo presente.  Sia anche gradito esprimere un parere a livello a noi vicino: in classe la situazione è rimasta uguale, anzi forse,in alcuni casi è peggiorata ma in altri, ricordiamo il compito di fisica, ha dimostrato una certa compatezza ben giusta e gradita. Forza, benchè la voce sia abbastanza stanca dal lungo parafrase, chè l’ora della rinascita appare vicina benchè sia pegno da conquistare.  Nell’anima appaiano pace e sapienza, virtù carissime e  degne di riflessione. Forza,  l’aurora del novello anno sia il compimento di vari propositi  che abbiamo nel cuore.

Celeste è l’immagine che l’anno venutuo deve avere: si animi quel messaggio di stabilità e di pace proprio dell’animo: l’augurio di un bel 2010 sia l’apoteosi di questo nostro breve ma intenso messaggio.

Messaggio di Natale

dicembre 23, 2009

Carissimi!

L’eco della solennità di Natale porta  sentimenti vari che qui, vorrei siano scritti a motivo della grande importanza che suddetta solennità porta nel cuore . E’di nuovo Natale, sembrerebbe quasi superfluo raccontare l’evento, ma ogni anno essa assume una tipologia sempre diversa. Certo l’evento è unico, l’evento è lo stessso, la nascita di Cristo ma a questo glorioso evento se ne associano altri che portano il Natale a essere proprio una vera rinascita.  Ogni volta che noi ricordiamo questa festa, nel nostro animo si sprigiona una nuova luce che è quella della novella vita che è radicata in Cristo. “ Venite Adoremus”sì, veniamo ad adorare Colui che si è fatto uomo, il Verbo eterno venuto qui sulla terra come Salvatore di questo mondo, vendice di ogni grazia! Quale mistero che andiamo a contemplare, quale gioia che ci viene nel cuore per questo evento. Noi contempliamo un mistero che si fa chiarezza, noi passiamo dalla nostra nera notte all’alba, all’aurora della vita, alla speranza.  E allora sia un giorno di festa, questo Natale dell’anno 2009:  giorno di immensa gioia per tutto l’orbe, per le persone che vivono nell’angoscia, per tutti i credenti e per coloro che non credono! E’vero, questo mirablis adventus, avviene in un’epoca fosca, nella crisi economica, nella povertà di ideali: ecco Cristo viene per donare a tutti pace e letizia, speranza e amore! Sia un Natale di immensa pace, per tutti voi, sia monito di ripresa e non di chiusura! “Gloria in excelsis Deo et pax in terra homnbius bonae voluntatis…”: gloria proclama l’assemblea degli Angeli a cui risponde il nostro eco di uomini fatto di buona volontà e di mirabile gioia.  Cristo viene, Cristo è qui! Sì, la nostra notte è finita, appare un’alba di fede, cum Ipso, in Ipso e per Ipso.  Vieni, o Signore, nei nostri cuori, e dona a noi che siamo il Tuo popolo, la gioia di celebrare il Tuo Natale: Laudamus Te, glorificamus Te, benedicimus Te, gratias Tibi agimus propter magnam gloriam tuam!, O Signore, aiutaci tu a vivere in pace,, Tu che ti facesti uomo, Tu, Padre dell’intera umanità, Tu, unico salvatore, Tu solo Tu, aiutaci ad amarti!  E così sia! Auguri!

Era da un po’..

novembre 29, 2009

Cari amici!

E’da tanto tempo che non scrivevo, per motivi vari, ma ecco che nell’ultima domenica di novembre qui ritorno, come un migrante che torna alla sua terra natale. Quanti eventi dallo scorso mese di ottobre e quante cose che sono accadute, belle o brutte che oramai sono passate come foglie d’autunno! Dunque cosa mai vorrò dire su questo articolo? Anzitutto un pensiero per la gita: come ben sapete, andremo a marzo: mi pare una cosa molto bella, anzi mi viene da sorridere verso coloro che avevano già, in partenza, gettato la spugna. Ecco andiamo! La partenza si sta avvicinando!

Per quanto riguarda la classe, nulla di che: anzi una ventata di pace sembra averci avvolto: sarà pura illusione? Non saprei, mi sforzo di pensare positvamente: penso che questo mio pensiero (scusate il giro di parole) sia veriterio, anzi dobbiamo impegnarci un po’tutti affinchè questo sia vero! Ad maiora semper!

E , illuminati dalla luce del tempo d’avvento che ci sta portando verso il Natale, questo sia un intento veriterio che ci auguriamo di avere nell’animo!

“Vieni Signore Gesù…!”

Cari Amici!

Dall’ultimo incontro ne è passato di tempo e, pare giusto, ora, riprendere a scrivere qualche pensiero e qualche riflessione. Non parlerò, per quanto l’argomento mi solletichi, della gita in quanto voglio evitare di creare inutili e facili polemiche che possono nascere: dirò solo che non si tratta di essere, come qualcuno ama dire, “vegetali” si tratta di un “problema” che va oltre il semplice studio che mai abbiamo affrontato direttamente e che mai faremo. Non sono nè un pazzo nè uno sciocco nel dire queste cose, dico solo la verità e come tale, essa fa male. Ma non voglio parlare, come detto, della gita ma un po’ di noi: questo benedetto III C balzato alle cronache proprio per la sua non adesione alla gita, che di conseguenza vive un momento di crisi. Io non parlo, ho speso già troppe parole che sono volate nel vento come foglie il mese di novembre: risolvere i problemi? Oh, che Dio ci aiuti!  Putroppo, ho paura e ne ho il sentore,  che si vada sempre più verso una profonda distinzione tra coloro “vegetali” e coloro che non lo sono. Ma ci si rende conto di questa affermazione?  Alla fine siamo un po’ tutti “vegetali” giacchè, per usare una colorita espressione, senza studio non si canta messa. Ognuno abbia la coscienza di non pronunziare accuse o di dire di essere migliori. Ritornate sulla terra e non state nel vostro olimpio di sete e di finta gioia.  Cosa bisogna fare? Ah io, dopo 3 anni, non ho quasi parole: di sicuro dirò ancora una volta CHE NON SIAMO RUOTE DI SCARTO COLORO CHE SI IMPEGNANO E TANTOMENO SONO LECCHINI COLORO CHE STUDIANO (salvo eccezzioni) NON SIAMO RUOTE DI SCARTO BENSI’RUOTE PORTANTI!! Non è di sicuro un’anatema, nè una condanna, è solo un personale sfogo che racchiude il pensiero di quanti hanno sempre dedicato la loro vita, in primis,  allo studio e in secundis al divertimento. Ciò che poi arreca rabbia è l’essere amici-presta voto, espressione che oggi conio su questo articolo. A buon identore poche parole. E per oggi concludo così: COLORO CHE HANNO ZELO E STUDIANO NON SONO RUOTE DI SCARTO MA RUOTE PORTANTI E CIO’ NON SIGNIFICA CHE NON SI DIVERTONO (COLORO CHE STUDIANO) ANZI ESSI SANNO DIVERTIRSI E NON VIVONO IN UN MONDO DI FINTA PACE E DI ILLUSORIA GIOIA…

Oggi è stato.15\9\2009..

settembre 15, 2009

Cari amici!

Oggi è stato il primo giorno in cui tutto è riniziato per la terza volta nel giro di questi anni.  E’la classica cosa che si compie ogni anno, allorchè si ritorna sui banchi, rivedersi, scambiarsi qualche parola,  incontrare gente nuova.  Ecco anche quest’anno è ricomicato e devo dire che fin da questo primo giorno, mi pare che tutto vada per il verso giusto, con mio vivissimo compiacimento.  Certo, qualche difficoltà ci sarà, per lo studio di nuove materie ma è bene sperare che queste difficoltlà non ci siano.  Frates sumus!   Siamo fratelli anche nella notte, soratutto lì c’è la prova che lo siamo.  Io, forse,  dovrei tacere e prendere le cose così come vengono ma siccome lo scrivere aiuta, allora parlo con il rischio che qualcuno, qualora venga a leggere suddetti articoli,  abbia un opinione alquanto non veritiera su di me.  L’anno che si profila dinnanzi al nostro orizzonte,  possa essere vissuto come quello precedente a cui la mente ritorna per cogliere,  ancora una volta, i segni buoni che abbiamo seminato e che ora, me lo auguro!, giugano alla maturazione.  Auguri sia a me che a voi di un sereno anno scolastico!

PS: Stè, devi mette III C….;)

Cari amici!

Mala tempora currunt”

Le parole dell’antico detto latino risuonano, in questo tempo di settembre, per la situazione che si sta vivendo a Ceccano.  Come ben sapete, cari amici, alcuni ragazzi poco più grandi dell’età nostra, e non solo, hanno avuto un’idea  assai buona: quella di pulire uno dei monumenti più insigni di Ceccano.  Ieri, sabato 5 settembre A.D. 2009,   la gioia dipinta nei volti di coloro che si erano fatti promotori di questa iniziativa si è tramutata in amarezza e in ira giacchè essi sono stati bersagliati da potenti attacchi di palazzo. 

Io, benchè non abbia partecipato,  ho potuto cogliere dalle parole o dagli scritti del signor P, una profonda delusione verso coloro che reggono la cosa pubblica che lo hanno definito quasi “un criminale”.

 Io, nella mia ignoranza e nella mia umiltà, non posso non esprimere un personale disappunto per quello che è successo. L’ idea era buona, si trattava di andare a ripulire le vestigia del castello che ospitò il sommo vate durante uno dei suoi soggiorni qui a Ceccano ospitato dalla famosa contessa Sindici ai primi del XX secolo.

Io, da cittadino di Ceccano, nato a Ceccano, desidero esprimere una personale vicinanza ai promotori di questa iniziativa i quali avevano in mente solo un’azione pacifica che invece si è trasformata in una bolgia dantesca.

Io vorrei tanto che per la nostra città torni a splendere il sole, il sole della pace,  il sole della collaborazione tra cittadini e amministrazione.  Non possiamo non sperare benchè vi siano difficoltà.

Non possiamo far sì che la città di Ceccano venga abbandonata a un triste destino senza che nessuno faccia niente!

E allora speriamo, crediamo, nel tempo che verrà. Oggi è vero, “dies irae..” ma domani “dies amoris”.  Sia allora questo il proposito che si deve avere in noi, cittadini di Ceccano.

E domani  sarà un giorno lieto per Ceccano: basta con la continua ostruzione di iniziative legate pro loco.  Ognuno ha le sue idee ma quando si tratta di unirsi per il benessere del proprio luogo, lì è la forza. 

Cessent iurgia maligna, cessent lites..” è già l’Apostolo delle genti a invitare alla pace e al rispetto tra noi. 

Questo io vorrei dire a tutti coloro che hanno criticato questa iniziativa: “non più contese maligne, non più liti..”.

E’un progetto arduo? Sì, lo è ma per Ceccano bisogna fare degli sforzi affinchè la nostra vita di ceccanesi non rimanga al buio dietro il velo dell’illusione della belezza ma non ci sia alcun velo sopra gli occhi di quanti abitano in questa città affinchè possano esprimire a gran voce di essere ceccanesi e di essere contenti di vivere in questa città, piena di storia e di vestigia!

Sì, amici miei, questo sia, così sia!

Amici!

Poche parole, pochi pensieri per questo mio articolo del mese di agosto su questo blog che vedo, con mio dolore, essere trascurato. Una frase ogni tanto non andrebbe male.  Rimproveri a parte, desidero scrivere qualche pensiero su questa bella estate che stiamo vivendo. Non so voi ma io mi sono divertito molto tra la sempre bella Terracina e il mare azzurrino della Puglia. E’ vero l’estate risulta essere la stagione più bella che l’anno ci compiace di darci: si fanno nuove amicizie, si esce, si ritorna tardi, cosicchè l’animo si sente veramente pronto a ricominciare l’anno scolastico il prossimo 15 settembre. Peccato che non sia il 15 ottobre dato che un altro mese di vacanza ci avrebbe fatto bene dopo aver faticato per nove mesi.  Quest’anno poi, ve lo confesso con un mia preoccupazione, faremo il terzo e credo che sarà un poco difficile per le materie che andremo a studiare.  La forza sia con noi per attraversare, come fa l’atleta sicuro di sè, anche questo anno in maniera brillante! E’ una certezza. 

E allora ora vi lascio, cari amici, esprimendo ancora una volta la mia gratitudine a voi per l’anno che abbiamo trascorso insieme e anche per quello che andremo ad iniziare. Ad maiora, carissimi amici mei, ad maiora semper!

Amici,

dopo circa un mese riprendo a scrivere qualche frase e qualche pensiero su questo blog che nel prossimo mese di ottobre festeggerà il suo primo anno di vita.  Anzitutto voglio esprimere la mia gioia per i risultati dei corsi di recupero che hanno confermato la mia tesi secondo la quale tutti sarebbero stati promossi.  Me ne compiaccio esprimendo ancora una volta le mie felicitazioni a quanti hanno superato questi esami.  Ma non c’è solo questo: come avrete appreso, due giovani di Ceccano sono morti a causa di un incidente stradale la scorsa settimana e , benchè in ritardo, voglio soffermarmi per qualche secondo su questo fatto che ha arrecato profondo dolore all’animo di ognuno di noi.  Questa dipartita è l’ultima di una lunga serie che hanno colpito, in maniera più o meno profonda, la città di Ceccano.  La morte, cari amici,  noi non possiamo sapere quando verrà ma si deve avere comunque coscienza che la nostra vita può svanire da un momento all’altro. Non sono pessimista, sono solo realista ecco perchè dico che bisogna vivere la vita bene,  divertendosi.  Per noi che ci definiamo cristiani e in specialissimo modo per chi è praticante, la morte non è niente, è solo un passaggio tra questa vita terrena e la beatitudine eterna.  Lo so, è difficile da comprendere ma la nostra volontà non può arrivare a decifrare questo messaggio che solo Dio conosce; ecco perchè dobbiamo amare Cristo e il Padre Suo per evitare che il dolore per una persona cara  si tramuti in una disperazione troppo profonda facendo pensare ad altrettanti gesti estremi connessi alla morte.  Le parole dell’inno latino del “De profundis” accompagnano la mia mano mentre scrive queste righe esprimendo così tutto il dolore, benchè io non li abbia conosciuti,  l’angoscia e la trepidazione che dimorano ora nelle famiglie dei familiari di questi due ragazzi. “De profundis clamavi…Domine, exaudi  vocem meam…”Dal profondo io ho chiamato, O Signore esaudici la mia voce..”.  Sì, dobbiamo avere questa certezza, la certezza che questi due ragazzi che hanno lasciato questa terra, ora siano apud Deum e glorifichino il Nostro Salvatore irradiati dalla Sua luce piena di pace e di misericordia per sempre!

Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis.. Requiescant in pacem, amen!

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